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Aratro a motore

PROTOARATRI E MOTOARATRI

Se non il primo, è sicuramente uno dei primi aratri usciti dalle officine milanesi mossi da un motore.

Appare in tutta la sua semplice complessità di primo 900.

<La pubblicità del moto aratro sulla pagina del nuovo Torrazzo 28 agosto 1926>

L’abbiamo ritrovata sfogliando le pagine del Nuovo Torrazzo, settimanale edito in Crema, datato 18 aprile 1926.

Un settimanale che da decenni informa la comunità cremasca.

Ebbene, il suo antenato in legno, è visualizzato da noi con un disegno ed è presente nel museo di Desenzano del Garda, risalente intorno a 4000 anni fa.

In Pianura Padana che è il centro dell’agricoltura da millenni, in Europa.

<elaborazio Luigi Dossena>

La moto aratrice “Pavesi P4” non la possediamo fisicamente in tutta la sua bellezza.

Speriamo si trovi al sicuro presso qualche museo dedicato alla Civiltà Contadina, oppure dimenticato e pieno di ragnatele in qualche vecchio cascinale disabitato, in attesa di essere disvelato.

<Dal settimanale di Crema “il nuovo Torrazzo 1926>

Si manifesta su carta quale “vincitrice di tutti i principali concorsi del mondo, 1926”.

Si tratta di una P4: attrezzata con 4 ruote motrici.

“Dotata di un sistema che permette un’aderenza totale al suolo ed è dichiarata la miglior macchina per arare, su tutti i terreni e su tutte le profondità”, un vero gioiello per quei tempi.

<L’aratro antico – elaborazione Luigi Dossena>

“Aveva un sistema che permetteva di arare anche in luoghi impervi, essendo snodata in tutti i sensi.

Disponendo addirittura di ruote sinistre sollevabili, mantenendo una stabilità perfetta”.

Funzionava con un motore a petrolio e con un consumo minimo.

La motoaratrice Pavesi P4 era prodotta da “Soc. An. La Motomeccanica, Milano – Via Oglio 18”.

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