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Crema adotta Pinamonte Vimercati e cambia il mondo

Protagonista nel giuramento di Pontida

Pinamonte Vimercati

Il tribuno del giuramento di Pontida (7 aprile 1167 e il gran cerimoniere della pace di Costanza 25 giugno 1183)

Pinamonte da Vimercate non nacque a Vimercate, come tutti hanno letto, ma a Cisano Bergamasco, in val di S. Martino.

Qui i suoi antenati erano oriundi.

Egli, col padre e col fratello, vendette, nel maggio del 1147, i suoi averi nella villa di Cisano e Caprino, in val di S. Martino, a Pietro e Moscardino d’Imbersago.

Si chiamò perciò da/di Vimercate, non perché vi fosse nato, o ne fosse originario, ma perché temporaneamente aveva dimorato e qui vi aveva beni il padre Alchesio.

Da questi e dal cugino Teodaldo furono ceduti nel 1104 ai canonici di Milano (fonte pg. 146 libro “Visti alle radici” 1994).

Pinamonte lascia traccia nell’evento che ha cambiato la storia della Libertà dei Popoli contro la tirannia

Crema nella storia

Pinamonte da Vimercate, al quale il Coiro fa sostenere la parte del tribuno massimo nell’Abbazia di Pontida durante il celebre giuramento per la libertà dei popoli e dei Comuni della pianura AlpinoPadana – ergo la Langobardiae – (1167), compare anche nelle “memorie milanesi” del 1171 e soprattutto nei documenti tramandati, quale firmatario degli atti del congresso di Venezia del 1177.

il carroccio lega lombarda

E, quale secondo firmatario della “pace di Costanza”, stipulato a nome e per conto del popolo milanese, assieme al Barbarossa e suo figlio Enrico, con i Comuni della Lega Lombarda, chiamato “Pax et Concordia25 giugno 1183.

Pinamonte, cremasco d’adozione, protagonista nella Pace di Costanza

A patti con l’Imperatore

Inseguito, divenendo capostipite dei Vimercati, si unì alla popolazione di Torlino (CR).

Dato che il Barbarossa aveva distrutto Milano, Pinamonte si recò nella campagna cremasca, presso il castello dei conti gisalbertini.

lega lombarda il carroccio giuramento di pontida crema

Ineguito, lì, iniziò la sua dinastia, aggiungendo il suo cognome al paese, ancor oggi ‘Torlino Vimercati’.

A Costanza venne giurato davanti all’imperatore, da parte dei Comuni, in nome e per conto dell Lega che: “l’ordinamento feudale veniva sepolto per sempre

 E che le autonomie civiche avevano piena libertà nel quadro generale nell’interesse dei popoli liberi dalle tirannie

Pur rispettando i ruoli dei poteri temporali e spirituali dell’Imperatore e del Papa”.

Crema protagonista degli eventi che hanno il mondo: dalla tirannide alla libertà dei Comuni

Crema e la Lega Lombarda

Chiudendo, rammentiamo che nel 1174 la Lega delle 36 città fu benedetta da Papa Alessandro III (“La capitale del Po” pg. 37).

A Torlino (CR) ante litteram, idealmente, venne alzato il “muro di Torlino”, il “muro delle libertà”, da Ariberto d’Intimiano (1038 il carroccio) e Pinamonte Vimercati (Pontida 1167 e Costanza 1183).

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