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Duomo di Milano, Certosa di Pavia

De Marchi è l’architetto del palazzo comunale di Crema? Vediamoci chiaro

La nobile famiglia De Marchi.

La stirpe di questa quasi dimentica genealogia di artisti comincia con Antonio De Marchi, di professione medico, al quale viene affiancato il titolo “Antoniolo de Marchi, ingegnero militare (1403)”.

E’ invero però che nel 1401 troviamo un Antonio de Marchi.

Non sappiamo se è la stessa persona.

<il Palazzo Comunale visto da palazzo Vimercati, lato odierna banca popolare – elaborazione Luigi Dossena>

<il Duomo di Crema a cielo aperto e di notte>

<iLa chiesa di S.Bernardino, le odierne Ancelle e l’attuale via Frecavalli con a lato il palazzo comunale>

E’ architetto nominato soprastante alla fabbrica della (udite udite) Certosa di Pavia.

Nel 1440 troviamo un Antonio de Marchi, architetto dell’erigenda chiesa di Sant’Agostino a Crema.

Nel 1453 il gran consiglio delibera di nominare ingegnere comunale uno della famiglia de Marchi.

Evidentemente c’era da scegliere.

Parrebbe essere che la spuntò Giovan Francesco e, verso la stessa epoca, Ludovico de Marchi era ingegnere del Marchese di Mantova.

Nel 1483 Giovan Antonio de Marchi venne nominato  successore di Giovan francesco quale ingegnere del comune.

Nel 1493 va a Venezia, accompagnato da Manfredo Licini e Carlo Benzoni, per mostrare al Doge il modello da lui fatto della nuova “scarpa” per la difesa della città.

In questo periodo si stanno costruendo le mura venete (1488 in poi).

Nel ‘400 troviamo un eccellente miniatore cremasco che, di nome, faceva Nebridio de Marchi.

<una delle 5 Porte presenti a guardia della città>

<il convento di Sant’Agostino in costruzione>

Chiaramente, questa era una famiglia di artisti e studiosi che, per oltre un secolo, dominò la scena, non solo in riva al (fiume) Serio, ma presso le corti più prestigiose.

<il Palazzo Comunale e piazza Duomo>

Questa numerosa genìa possedeva nel contado case e terreni.

Operò nelle corti e nelle città più importanti.

I suoi rampolli vennero chiamati a periziare e giudicare addirittura nei momenti più propizi.

Durante i primi lavori del costruendo Duomo di Milano, iniziati nel 1386, fu chiamato Guglielmo de Marchi (cremasco de Crema) un anno dopo, nel 1387 a esaminare e giudicare.

Di Antonio de Marchi sopraintendente alla fabbrica della certosa di Pavia, nel 1409, abbiamo ulteriore notizia di un magister di nome Camillo, del quale però non ci è giunta nessuna documentazione.

<Antonio de Marchi – elaborazione Luigi Dossena>

<Pietro da Terno – elaborazione Luigi Dossena>

<Agostino de Fondulis – elaborazione Luigi Dossena>

Nel costruendo convento del Sant’Agostino in Crema (14391446) troviamo 3 membri della famiglia de Marchi: l’architetto Antonio e i suoi fratelli Gloisio e Iacopoterracottieri”, occupati anche per la decorazione della stessa fabbrica.

Ivi troviamo Agostino, figlio di Antonio, nei documenti riguardanti San Petronio a Bologna, sino al 1459.

<mappa del territorio attorno a Crema – elaborazione Luigi Dossena>

E con i figli Iacopo e Pantaleone lavora alla Certosa di Pavia alla fino alla fine del secolo (‘400).

In qualche documento Pantaleone de Marchi è detto organaro, mentre Fra Nebridio (nel ‘400) è monaco a Cremona.

Era pittore e alluminatore (miniatore).

<Notturno, palazzo comunale di Crema con la roggia che passa innanzi alla Cattedrale – elaborazione Luigi Dossena>

<Crema vista da lontano – elaborazione Luigi Dossena>

Fonti:

W. Terni de Gregory “La meravigliosa storia di Santa Maria della Croce” 1946, pg. 105-106.

W. Terni de Gregory “Scritti Minori” 1964, pg. 57-58.

<Piazza Duomo sul lato ove S. Bernardino da Siena, fece dipingere il suo trigramma in affresco sulla porta chiamata Porta Pòm – elaborazione Luigi Dossena>

<Chiesa di S. Agostino, oggi scomparsa – elaborazione Luigi Dossena>

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