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FEDERICO II E L’ELEFANTE A CREMONA

CREMONA 1237, FEDERICO II ED IL CARROCCIO TRAINATO DALL’ELEFANTE

Federico II imperatore, scelse Cremona quale capitale del suo impero.

Lo fece prima di scendere in Sicilia.

Pensate, a Cremona indisse nel 1226 la più importante dieta del medioevo e lo fece portando in dono a Cremona un elefante.

<La didascalia medievale dipinta su un muro in Piazza del Comune di Cremona, ove si cita del Carroccio preso ai milanesi nel 1513 – elaborazione Luigi Dossena>

Chiamò i maggiorenti delle città ghibelline, i feudatari della regione (che era allargata alla Pianura Padana), i principi teutonici e numerose forze armate giunte dalla Sicilia e dalla Germania.

Due erano gli obiettivi della dieta di Cremona: la prima era una nuova crociata in Terra Santa, forse la quinta, contro l’ennesima eresia.

<Carroccio inventato dal cremasco arcivescovo di Milano, Ariberto di Intimiano intorno al 1040>

Il secondo obiettivo era la pace pubblica con i Comuni, naturalmente sobillati da Milano.

Ebbene, da quella dieta, quello che emerse fu l’annullamento dei diritti concessi ai Comuni, dalla “Pace di Costanza” (firmata dal Barbarossa nel 1183 e che aveva come secondo firmatario per parte comunale il tribuno di Pontida, il cremasco acquisito Pinamonte Vimercati, capostipite della famiglia VImercati. Durante il giuramento di Pontida, fu colui che intervenne quale rappresentante delle città contro il Barbarossa. Nato a Vimercate, si trasferì a Crema e da lui iniziò la stirpe dei Vimercati).

Il decreto imperiale era vergato Cremona 12 luglio 1226.

Dal 1226 al 1250 Cremona è la capitale di fatto di Federico II, il sigillo del patto d’acciaio fra Federico II ed i cremonesi fu che, il secondo genito dell’imperatore, Corrado, fu battezzato nel Battistero della Cattedrale, con gran partecipazione di popolo.

<Simboli medievali>

Crediamo che scelse Cremona in quanto luogo strategico grazie al porto che collegava l’oriente (tramite Venezia) e l’Europa (tramite il fiume Po e i suoi affluenti). 

<L’assedio di Crema del Barbarossa, lo zio di Federico II, 1159-1160>

Era la cassaforte della ricchissima Pianura Alpino Padana.

Cremona restò il quartier generale di Federico II durante la crociata e si scontrò in quel periodo con Papa Gregorio IX, che lo scomunicò, usando persino la Lega Lombarda quale foglia di fico per tale arbitrio.

<Il carroccio originale, preso dai cremonesi ai milanesi 1513, potrebbe essere quello della Lega Lombarda milanese che vinse la battaglia di Legnano 1176>

Non si stupirà se per contrappasso, nel 1230, Federico II allo scopo di arginare e porre limiti alla politica e alla religione, fra il potere temporale e il potere spirituale e fra l’autorità imperiale e quella comunale.

<Cremona, il palazzo comunale – elaborazione Luigi Dossena>

Firmerà quella riforma costituzionale-amministrativa e giudiziaria del Regno (che il celebre Pier delle Vigne aveva stilato poco tempo prima).

Era la palingenesi del tentativo di legalizzare una monarchia assoluta.

Ebbene, a seguito di quanto sopra, i comuni lombardi, guidati da Milano, trovarono la ragione giuridica per dichiarare guerra a Federico II e a Cremona.

Il teatro dello scontro fu l’area fra il Serio, l’Adda, l’Oglio e il fiume Po.

<Cremona, piazza del comune – elaborazione Luigi Dossena>

Federico II nel 1232 rinnovò il bando imperiale alle città lombarde, Crema compresa e, come segno di potenza, regalò ai cremonesi un bel elefante.

<Didascalia di un opuscolo editato a Cremona>

E proprio quello strano animale, mai visto dalle nostre parti, scatenò le ire delle città guelfe che, nel 1234, si unirono in un’ennesima lega e presero d’assalto Cremona.

Gli scontri durarono 2 anni.

Sino a quando, nel 1234 Federico II tornò dalla Germania a Cremona.

<La prima battaglia tra i cremaschi e i cremonesi, scatenata da Matilde di Canossa, 1098 – elaborazione Luigi Dossena>

L’esercito cremonese, su input dello “Stupor Mundi”, alias il nipote del Barbarossa, nato a Jesi in Italia, fece iniziare le operazioni militari da Vicenza.

<Lo zio di Federico II, Federico Barbarossa, il macellaio dei cremaschi 1159,1160, quest’anno compirebbe 900 anni, essendo nato tra il 1120 ed il 1126 (cit. Franco Cardini) – elaborazione Luigi Dossena>

E qui appare Ezzellino III da Romano, il tiranno, uno dei tanti.

Gli scontri si estesero a Padova, Mantova, Bergamo, Montichiari (BS), fino al 27 novembre 1234 quando l’esercito cremonese e alleati, ghibellini compresi, presso Cortenuova (BG), sul fiume Oglio, in terra bergamasca, la Lega anti-Cremona e anti-Federico II viene sconfitta, guidata da Milano.

E il glorioso carroccio milanese viene preso dai cremonesi.

Ammainarono ipso facto la bandiera rosso crociata, tolsero la ‘martinella’ (campanella), staccarono i buoi (che da sempre trainavano il carroccio) e attaccarono, a quel simbolo di libertà, l’elefante.

E da Cortenuova (BG) iniziò il corteo trionfante per il territorio, accolto da una folla stupefatta, e mai vista, sino a Cremona.

<Federico II , lo stupor mundi, imperatore, elaborazione Luigi Dossena>

Per la verità non fu il primo carroccio che venne preso ai milanesi: il primo fu preso nel 1213, e ne vediamo i resti a Cremona (vedi immagine); il secondo nel 1234.

Dell’elefante, naturalmente, non ci sono notizie… Al momento…

Fonti

La capitale del Po” di Fiorino Savoldi, pg. 50, 52

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