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Milano si arrende al Barbarossa

Settembre 1158

Barbarossa distrugge Milano

La distruzione di Milano fu causata dalle invidie, gelosie e voglia di strapotere di alcune delle potenti dinastie di apprendisti tiranni in salsa lombarda.

Rampollati a Milano, Cremona, Crema, Como e molti altri Comuni sorti nelle valli Padana e Seriana.

Erano in quei tempi speculari a città quali: Parigi, Berlino e Londra, etc.

Quali capitali di Stati più o meno estesi.

Si, però, che ciascuna città era libera e sovrana.

Era un vero e proprio Stato che poteva e sapeva tenere testa da sola a imperatori e re.

C’era la democrazia e venivano cambiati i signori e i podestà, più o meno democraticamente.

Queste nostre città che difendevano i propri abitanti, erano rette a Repubblica, eran abitate da liberi uomini in liberi popoli.

Milano, che era un arepubblica potentissima per ricchezze e per esteso territorio, naturalmente, era in discordia con Pavia, insuperbita per censo e lunga storia.

La sete di potere di Milano e le guerre fratricide

Milano alla conquista delle città vicine

Era nell’alto medio evo sede e corte imperiale.

Nello scontro con Milano fu terreno di una disastrosa guerra fratricida, che vide scorrere fiumi di sangue dei pavesi.Non contenti, i “tirannelli” milanesi, scatenarono la guerra contro Lodi Vecchia, l’antica Laus Pompeia.

Questa guerra durò ben 4 anni ed il 24 maggio 1111, l’antica Lodi, capitolò per sempre.

Terminato questo bagno di sangue Milano si lanciò contro Como con un pretesto (il vescovo Landolfo).

Como venne messa a ferro e fuoco.

Inseguito i fulmini milanesi colpirono Cremona, naturalmen te per colpire il loro importantissimo porto fluviale, chiave di volta per l’oriente e per l’europa.

Noi, qui, ci fermiamo, anche perché in Lombardia era apparso non casualmente Federico I di Svevia.

Non casualmente perché egli, attirato dalle casse dei Comuni ricolme di danaro, il cui profumo giunse fin sotto il suo fulvo pelo.

E con pretesti e speciose diete millantava diritti.

L’imperatore teutonico si sapeva che prima o poi avrebbe puntato il suo esercito su Milano.

L’imperatore accerchia Milano

Milano, un mese sotto assedio

Perciò, alacremente, i meneghini, si prepararono, irrobustendo le difese etc.

I consoli milanesi pensando che l’antica muraglia alzata dall’imperatore Massimiano nel 295 d.C. (fu lui che, dopo il martirio e i supplizi, uccise S. Pantaleone, medico personale di Diocleziano, or patrono di Crema), restaurata inseguito nel XI sec. da Ansberto.

Gli ingegneri militari ritennero che era insufficiente a sostenere l’urto delle nemiche schiere.

Così imposero di scavare un fossato intorno alla città e di alzare un possente bastione.

Il 6 agosto 1158 il Barbarossa appostò un esercito tutto intorno a Milano e accampò la tenda imperiale nel brolo dell’arcivescovo, fuori città.

Sequestrò la casa dei templari e lì pose il suo quartier generale, sin fuori le mura ove vi era e vi è l’arco romano.

Lì accanto svettava una gran torre quadrata, massiccia, costruita dal console romano Marcello, per perseguitare i primi abitanti dell’antica Mediolanum.

Correva l’anno 225 aC.

La città capitolò dopo un terribile mese, precisamente l’8 settembre 1158: una prece, anzi due.

Fonte: “Pontida e Legnano, narrazione popolare “ Carlo Rosmussi, 1876, in occasione viii centenario della battaglia di Legnano pg. 7

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