Vai al contenuto

Santuario del Pilastrello fino ai giorni nostri

Extra moenia, Oratorio già diocesi di Piacenza.
“Oratorium S.tae Mariae de Pilastrello nuncupatum extra portam Umbriani”.
(Visita Castelli 1579 F 689 R, archivio diocesi).

Santuario di Santa Maria del Pilastrello

La chiesa vanterebbe antiche origini, in quanto è ipotizzato che il dipinto di incerta data, della Vergine Maria, in essa presente, avesse preso il posto di un altro più antico.

Eseguito “su un vero e proprio pilastro” conservato in una chiesa forse edificata nel 1200.

<Immagine trecentesca, l’unico documento pittorico che rimane del secondo santuario del Pilastrello>

L’edificio sarebbe stato distrutto nel 1514, quando il condottiero Renzo da Ceri che combatteva contro l’esercito del Duca di Milano, Massimiliano Sforza, ordinò che venisse raso al suolo l’intero suburbio.

Nonostante ciò si sarebbe, tuttavia, conservata, su un frammento di muro, l’immagine venerata.

<Per far posto al transito delle prime macchine e del tram ‘gamba da lègn, siamo agli inizi del 900, abbattono il pronao, il portichetto che troneggiava davanti al santuario. Giornale del 1880 dove si parla della tramvia>

Si trova menzione di S. Maria del Piastrello, sottoposta alla parrocchiale di “Santa Maria in Ombriano”.

Nel 1579, quando il visitatore apostolico asserì che, presso l’oratorio, celebravano sovente diversi sacerdoti, su richiesta di uomini pii, per voto o per devozione.

All’atto della visita del sacro tempio, fu trovato in cattive condizioni, quasi pericolanti (1579).

Ciò indusse il visitatore a sospendere le sacre funzioni.

<Documento originale del 1865, comune di Porta Ombriano>

Almeno fino a che non si fosse provveduto ad approntare le dovute riparazioni.

Il luogo di culto era custodito da un laico di nome Bonfortis, che abitava in una piccola casa annessa.

“Chi va a Chartres può scendere nella cripta dove è presente la Madonna del pilastro (la Vierge du Pilier).

<Com’era diviso il territorio cremasco, per diocesi, nel XII secolo>

A due passi da Crema troviamo la Madonna del Pilastro, non certo famosa come quella francese, ma più antica.

Nella seconda costruzione della chiesa c’è la Madonna del 1300, dipinta su un pilastro.

Le cui origini sono avvolte nella nebbia della storia”.

<La stazione del tram gamba da lègn, presso via diaz, a destra di Porta Serio, presso il ponte del Serio>

Nella chiesa costruita per la terza volta troviamo il ciclo degli affreschi del Barbelli (1604-1656).

Tale ciclo è dedicato alla Vergine Maria, nel santuario del Pilastrello, nel quartiere dei Sabbioni.

Entrando nel santuario, ancora oggi, si nota la potenza evocativa dell’arte pittorica che il Barbelli scaricò a partire dal 1641.

<Gazzetta di crema, 7 agosto 1880. Sono i primi giorni dove transita il celebre gamba da lègn in Crema>

Si vedono, infatti, ai lati del coro, che sono raffigurati: “L’angelo annunciante e la Vergine annunciata”.

Sopra l’altare: “L’incoronazione della Vergine e un putto con palma e corona”.

Al centro della volta: “Dio padre”.

Alle pareti, 4 lunette con la “Vergine e S.Giuseppe”, la “visitazione”, “la natività” e “la fuga in Egitto”, intervallate da imprese mariane.

<La plastica visione della stazione trmviaria>

“La chiesetta è stata trascurata a lungo e, nel secolo scorso, (intorno al 1926), con le prime vetture che cominciavano a circolare sul territorio ed il tram, che dal 1880 sferragliava innanzi al santuario sull’arteria Crema – Lodi, 1926 fu demolito per evidenti ragioni di viabilità, un ‘pronao’, un portichetto, che si estendeva sino al ciglio della strada.

Questo è il sacrificio che venne immolato sull’altare della modernità, a 4 o più ruote.

<Documento di parte dei possedimenti gisalbertini che enumerava ben 77 castelli tra Bergamo e Cremona ed innumerevoli chiese, santuari e monasteri. I 2 maggiori facitori di queste strutture furono i cugini Gisalberto IV, che tendeva al monastero benedettino di Cluny ed Enrico II, che tendeva al monastero benedettino di Monte Cassino. Abitavano entrambi in Crema>

Oltre alle autovetture, il tramGamba da Lègn”, desiderio di modernità, è un simbolo dei primi del 900.

La fermata era nei pressi dei Sabbioni.

Noi chiudiamo questo breve racconto con una scoperta fatta nella sagrestia dei Sabbioni, grazie a Fra Tommaso Grigis, parroco dei Sabbioni, che ci ha mostrato un ex-voto del 1614, raffigurante un evento miracoloso per intercessione della Vergine Maria davanti al santuario del Pilastrello. E, dietro, appare una chiesa: 

<Ex voto del 1614 che mostra il santuario del Pilastrello con, a fianco, un’altra chiesa. Presente nella sagrestia della chiesa dei Sabbioni in Crema. Probabilmente quella sita presso l’attuale ‘ex-Talpa’>

Vi proponiamo un ex-voto eseguito nel 1614, che ritrae un miracolo della Vergine Maria.

In primo piano vi è il Santuario del Pilastrello e, dietro, l’artista dipinge una chiesa.
Non sappiamo se tale chiesa è frutto della sua fantasia o se vi era realmente un sacro tempio. Agli studiosi l’arduo compito.

Sappiamo, però, che davvero esistevano il Comune di Crema, il Comune di Ombriano ed il Comune di Porta Ombriano, il Borgo di S. Sepolcro.

<Il tram ‘gamba da lègn’ e le stazioni che portavano fino a Soncino, passando per il ponte del Serio. E’ un documento eccezionale perché parla delle località dove il tram si fermava, mai scritto in nessuna pubblicazione. Giornale del 1880>

Quindi ci chiediamo se la chiesa è quella del S. Sepolcro, o è’ quella del SS. Sacramento? E’ la chiesa di S. Lorenzo? Chissà…

Il 20 giugno 1992, sua Santità Giovanni Paolo II si fermò davanti al santuario mariano, accanto al parroco Padre Gaudenzio Barbaglio e benedì il sacro Tempio.

Fonti: “Insula Fulcheria, 2004 – “Ass. Il Ghirlo” – pg. 164

<Papa Giovanni Paolo II mentre benedice il santuario, 1992>

<Il castello presso Porta Ombriano, borgo di S. Sepolcro. Dal castello si vede la roggia Rino, che delimitava l’ingresso dell’attuale via XX Settembre. Crema vista in lontananza. Lo stemma di Crema ed il drago Tarantasio>

<Parlano della ferrovia elettrica nel 1882, tratto da “Il Giorno”>

<La stazione del tram dell’attuale via Diaz, elaborazione Luigi Dossena>

it_ITItalian